I fratelli Servillo, cantano e recitano Napoli, al Teatro Diana

 

Accompagnati dalla profonda vivacità artistica dei “Solis String Quartet”, Toni e Peppe Servillo presentano l’ennesimo, irrinunciabile, meraviglioso lavoro. “La parola canta”, in scena al “Teatro Diana” di Napoli, è un viaggio tra i versi d’autore della tradizione partenopea. Canzoni, poesie, monologhi. Ogni componimento, ogni strofa, ogni singola parola, proposta secondo la personalissima visione di due artisti assolutamente unici. Visione che è il risultato di ricerca, di studio, di estremo e continuo confronto, con il passato ed il presente di uno dei più intensi volti di questa immensa città. “La parola canta – aveva dichiarato Toni Servillo – è uno spettacolo dove il teatro si fa musica, e la musica si fa teatro. La dove il teatro talvolta non riesce – spiega – la musica ricapitola la nostra esistenza e ci consente di immaginarne un’altra, in un luogo che non c’è, totalmente astratto, che non esiste, che non si vede. Vincenzo Di Donna e Luigi Di Maio al violino, Gerardo Morrone alla viola ed Antonio Di Francia al violoncello, più noti come “Solis String Quartet”, accarezzano con la loro musica ogni verso recitato o cantato dai fratelli Servillo, esprimendosi nell’ennesimo capolavoro musicale di un gruppo già noto alla scena internazionale grazie all’originalità nel saper fondere più generi in un unico inconfondibile sound. Passeggiando, a suon di dolci parole, tra i versi di Antonio Di Francia, Mimmo Borrelli, Raffaele Viviani, Eduardo De Filippo, Michele Sovente e tanti altri ancora, Toni e Peppe Servillo, offrorno allo spettatore in sala, un assaggio, breve ed intenso, di un tesoro artistico senza pari. L’apparente ingenua grandezza dei componimenti di fine ottocento ed inizio novecento, insieme all’inarrivabile poetica critica di Viviani, all’astuto racconto di Eduardo, ed alla meravigliosa irriverenza di Mimmo Borrelli. “La parola canta”, è un esperimento artistico, una prova d’estetica tra versi, un romantico ed autentico atto d’amore, verso una città e le sue strofe. Attraverso la mimica, il tono, la passione , la maestria, di due artisti, ribadisco, assolutamente unici, la città pulsa e scalcia, tra versi e suoni d’amore, grida forte perchè la si ascolti, e mai ci si dimentichi di essa e dei suoi figli.