Amleto² di Filippo Timi al Teatro Bellini di Napoli dal 30 settembre al 4 ottobre

Filippo Timi
Filippo Timi

Lo spettacolo cult che stravolge Shakespeare arriva a Napoli con Marina Rocco, Elena Lietti, Gabriele Brunelli e Mattia Chiarelli

Una nuova edizione di uno degli spettacoli più discussi e amati del teatro italiano contemporaneo approda al Teatro Bellini di Napoli, in scena dal 30 settembre al 4 ottobre. Si tratta di Amleto², il progetto scritto, diretto e interpretato da Filippo Timi, prodotto da Teatro Franco Parenti e Fondazione Teatro della Toscana, che da anni ridefinisce il modo di portare Shakespeare sul palco italiano trasformando la tragedia del principe di Danimarca in un vero e proprio cabaret esistenziale.

Un Amleto annoiato, tra circo e follia

Timi non si limita a rileggere il testo shakespeariano: lo smonta, lo rovescia, lo trascina dentro una gabbia da circo dove ogni gesto e ogni parola diventano gioco personale e provocazione. Il suo Amleto è un personaggio annoiato, che non ha più voglia di recitare la monotona storia familiare né di amare Ofelia, richiamato invano al proprio destino da voci fuori campo mentre intorno a lui ruotano i personaggi nati dalla sua mente instabile. Il risultato è uno spettacolo spiazzante, comico, furibondo e colorato, in cui la tragedia si trasforma progressivamente in commedia, sospesa tra potere e oblio, tra frivolezza e pazzia.

Filippo Timi
Filippo Timi

Il cast: Marina Rocco e Elena Lietti, sodali di sempre

Accanto a Timi tornano le sue storiche compagne di scena Marina Rocco, nei panni di una Marilyn Monroe “bionda dentro” e al tempo stesso fantasma incestuoso del padre, ed Elena Lietti, un’Ofelia respinta e simil-preraffaelita. Completano il cast Gabriele Brunelli, nei ruoli del paggio, del comico e di Laerte, e Mattia Chiarelli; le luci, elemento centrale nel trasformare lo spazio scenico, sono firmate da Oscar Frosio.

Come la critica ha accolto lo spettacolo

Le recensioni raccolte negli anni raccontano un lavoro capace di dividere e insieme conquistare. Sara Chiappori, su la Repubblica, ha parlato di «un gioco seducente della tragedia», sottolineando come il pubblico si lasci trascinare «come fosse un Hamlet horror picture show». Gianni Manzella, su Il Manifesto, ha evidenziato il vorticoso ruotare delle due figure femminili intorno a Timi. Per Sipario.it, l’Amleto di Timi vive «non di follia, ma piuttosto di metateatro», con una malleabilità fisica e vocale che richiama Carmelo Bene. La sintesi più efficace resta forse quella che definisce lo spettacolo un «grandioso delirio decadente», capace di far emergere dolore autentico proprio attraverso un’ironia corrosiva e martellante.

Un cabaret che cita Kubrick, il Titanic e l’avanspettacolo

Il linguaggio di Timi procede per accumulo di materiali e citazioni, mescolando registri lontanissimi tra loro: valzer e musical, Kubrick e il Titanic, trash televisivo e impennate filosofiche, sketch da avanspettacolo e struggimenti irrimediabili. Uno spettacolo che lambisce il kitsch, ammicca al camp e corteggia il pop, senza mai perdere la consapevolezza di raccontare, sotto la maschera della commedia, una tragedia vera e propria.

L’appuntamento al Bellini

Per il pubblico napoletano si tratta di un’occasione importante per assistere a una delle operazioni più originali e sperimentali del teatro italiano degli ultimi anni, capace di restare in cartellone e di rinnovarsi edizione dopo edizione senza perdere la propria carica dirompente. Amleto² sarà in scena al Teatro Bellini da mercoledì 30 settembre a domenica 4 ottobre, un’occasione per scoprire — o riscoprire — un Amleto lontanissimo da ogni convenzione.