Napoli capitale del libro: torna il Campania Libri Festival con “Jesce sole”

Roberto De Simone e Antonio Sinagra
Roberto De Simone e Antonio Sinagra

Dall’1 al 4 ottobre Palazzo Reale, Biblioteca Nazionale e Giardino Romantico ospitano la quinta edizione della fiera dell’editoria campana, con oltre 250 eventi e un omaggio a Roberto De Simone

Napoli si prepara a diventare, per quattro giorni, uno dei principali crocevia culturali del Paese. Dall’1 al 4 ottobre 2026 torna infatti il Campania Libri Festival, giunto alla sua quinta edizione, con un titolo che è già di per sé un programma: “Jesce sole”, un antico canto propiziatorio scelto come invocazione di pace e speranza in un momento storico in cui questi temi non sembrano mai scontati. La manifestazione si articola su tre location simbolo della città: Palazzo Reale, la Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III e il Giardino Romantico, trasformati per l’occasione in un unico grande spazio dedicato al libro e alla lettura.

Una macchina organizzativa sempre più grande

I numeri di questa edizione raccontano una manifestazione in costante crescita: oltre 250 eventi in programma e più di 120 stand espositivi, un impianto che negli anni ha reso il festival uno dei principali punti di riferimento per l’editoria del Sud Italia. A dirigere la macchina organizzativa è la Fondazione Campania dei Festival, guidata da Alessandro Barbano, con il sostegno della Regione Campania. La direzione artistica porta la firma di Ruggero Cappuccio, mentre la curatela del programma è affidata a Massimo Adinolfi: un trio di responsabilità che negli anni ha saputo costruire un’identità precisa per la kermesse, non solo fiera commerciale ma vero e proprio laboratorio di idee.

Campania Libri Festival
Campania Libri Festival

Il programma di quest’anno mette insieme voci molto diverse tra loro, a conferma della vocazione multidisciplinare della manifestazione. Tra gli ospiti internazionali spiccano lo scrittore colombiano Santiago Gamboa, gli autori spagnoli Edurne Portela e José Ovejero, e la scrittrice tedesca Judith Hermann. Sul fronte italiano, il cartellone porta a Napoli firme come Diego De Silva, Erri De Luca e Giancarlo De Cataldo, tra le voci più riconoscibili della narrativa contemporanea nazionale.

L’omaggio a Roberto De Simone e a “La gatta Cenerentola”

Il cuore simbolico di questa edizione è però un anniversario che riguarda direttamente la storia culturale della città: il festival dedica un tributo speciale a Roberto De Simone, in occasione dei cinquant’anni dalla prima rappresentazione de “La gatta Cenerentola”, opera che ha segnato una svolta nel teatro musicale italiano, capace di fondere la tradizione popolare campana con una scrittura scenica di respiro colto e internazionale. Non è un caso che il tema di quest’anno, “Jesce sole”, dialoghi idealmente con questo omaggio: entrambi guardano al patrimonio culturale della Campania non come a un reperto da conservare, ma come a una fonte viva capace di generare ancora oggi nuove opere e nuove riflessioni.

Un festival che parla alla città, non solo agli addetti ai lavori

Ciò che distingue il Campania Libri Festival da altre manifestazioni editoriali è proprio la capacità di rivolgersi a un pubblico ampio, non solo agli operatori del settore. Le tre sedi scelte per questa edizione, tutte nel cuore del centro storico napoletano, rendono la fiera facilmente accessibile e la trasformano in un’occasione di passeggiata culturale per chiunque si trovi in città in quei giorni, oltre che in un appuntamento fisso per chi segue da vicino il mondo dell’editoria.

Un’edizione che guarda al futuro senza dimenticare le radici

Con la sua quinta edizione, il Campania Libri Festival sembra aver trovato un equilibrio tra ambizione internazionale — testimoniata dalla presenza di autori da Colombia, Spagna e Germania — e un forte radicamento nell’identità culturale campana, di cui l’omaggio a Roberto De Simone è la testimonianza più evidente. Un modo per ricordare che la cultura, quando è viva, non smette mai di generare nuove domande: esattamente ciò che un festival del libro dovrebbe fare.