Roberto Colella: storia di un indimenticabile incontro al Teatro Nest
Una serata magica, tra racconti, musica, emozioni e parole condivise. Roberto Colella abbraccia simbolicamente il Teatro Nest, in un momento che resterà di certo scolpito nella memoria del pubblico presente.
Ci sono incontri che non hanno bisogno di presentazioni. Questo, può capitare a chiunque e per ogni contesto. Ritrovarsi in un posto e sentirsi dal primo istante a casa. Roberto Colella è il protagonista di questo racconto, perchè di racconto si tratta. Una data, un concerto, appuntamento al Teatro Nest di San Giovanni a Teduccio il 14 novembre alle ore 21. Già, il Nest di San Giovanni a Teduccio, il luogo d’incontro per eccezione, nella periferia est napoletana, dove le esperienze si fondono, ciò che il contesto emargina viene fuori in tutto il suo splendore e dove in qualche modo i sogni, diventano realtà. Roberto Colello, artista poliedrico, raffinato, impegnato, ragazzo di periferia, abbraccia quella che sembra in modo del tutto naturale casa propria, il risultato, nemmeno a dirlo è una raffica costante di emozioni, speranza e voglia di credere sempre di più a ciò che di bello, poco ad onor del vero, ci circonda.
La scaletta, trattandosi di una esibizione musicale, un concerto, potrebbe in casi come questi non esistere, ogni intervallo tra un brano e l’altro è l’occasione per interagire in modo sempre più diretto e intimo con il pubblico, accorso numeroso a riempire in ogni ordine di posto, e oltre, gli spazi del teatro Nest. Niente scaletta, niente ordinata organizzazione di ciò che sarà, soltanto istinto e voglia di stare insieme per condividere un momento che, sin da subito ha trasmesso i tratti dello straordinario, del meraviglioso, un abbraccio continuo ed intenso tra pubblico e artista.
Colella, accompagnato dal maestro e amico fraterno Michele Maione, ripercorre un pezzo di strada di quella che è stata finora la sua storia musicale. Dal sogno tradito di Thomas Sankara fino all’incredibile dipinto in musica di storie e personaggi di “La confessione”, passando per amori svaniti, grida di resistenza e piccioni che finiscono per essere presi all’amo ed ancora la scoperta in chiave tutta nuova del contesto neomelodico tra “esperimenti” che nel tempo hanno di certo lasciato il segno. Il titolo, l’ordine, cosi come si diceva, in certi casi conta davvero poco, ciò che tocca, ciò che davvero arriva al cuore di chi è presente in platea è la storia, la sua genesi, l’evoluzione e la fusione con le note.
Tra un brano e l’altro, una storia e l’altra, come anticipato, il momento magico di contatto con il pubblico, tra prove di cori e tempi da tenere, scambi di battute, di opinioni. Incontri, che lasciano il segno per chi spesso arriva dalla stessa condizione e si incontra li, dove quella stessa condizione può essere finalmente superata. Periferia, Palestina, voglia di credere nei propri sogni, nei propri ideali, essere presenti sempre, lottare fino alla fine, in ogni caso. I temi sono tanti, tra chiacchierate informali, note e parole. Il cuore, unico, un battito comune, una emozione diffusa, e gli applausi che costanti accompagnano ogni momento della serata.
Infine, un gesto, una iniziativa che descrive la cifra di chi ne è protagonista. La scelta, dell’artista, di contribuire, direttamente alla crescita della scuola di teatro del Nest. Direttamente, nel modo più concreto possibile, rinunciando all’incasso della serata per far si che il sogno di molti, di resistenza al degrado e all’emarginazione possa continuare il più a lungo possibile. Un saluto, quello finale del cantautore, che è di fatto un arrivederci, in attesa del nuovo lavoro musicale e di un nuovo appuntamento, ancora li, in quel di San Giovanni a Teduccio. Musica e parole di Roberto Colella, artista poliedrico, raffinato, impegnato, ragazzo di periferia.